Penso di aver imparato che ad un certo momento bisogna imparare a piangere da soli. Non a "non piangere" ma a farlo nel buio della propria camera, nel sorriso di un caffè con un'amica, nel silenzio tra le battute di un film al cinema, sotto la doccia: l'amarezza dentro, sorriso sempre e la lacrima ogni tanto.
Penso di averlo imparato perchè consolare è lungo, dispendioso e difficile e spesso una telefonata consolatoria si chiude con te che sei ancora a pezzi e l'altra persona che ti dice di star su, adducendo magari ad uno di quei motivi che sai essere veri ma che non senti veri. è inutile affidare ad altri la propria consolazione se non si avrà il tempo o il modo di farla nascere (la consolazione) che, tra l'altro, spesso è podalica, spesso necessita di un cesareo, spesso provocherà un travaglio di ore, di pianti, urla, parolacce e sospiri.
Consolare è un'arte: il pennello dell'amore, il colore della pazienza, il paesaggio del coraggio, la luce della forza, la tela del sorriso, il tempo della notte.
A volte l'artista in questione è occupato e, badiamo bene, non è colpa sua. E allora è meglio piangere da soli a volte. Bisogna assolutamente imparare, è questione di sopravvivenza. Inutile cercare ovunque una mano... con l'altra prendi la tua e stringi forte, accarezza le dita. Sfiora il viso, asciuga le lacrime. Avresti dovuto farlo ugualmente da sola dopo quella telefonata!
La stanza buia è avvolgente, il caffè è piacevole, il film è ben fatto, la doccia è calda. Indossa l'abito giusto e tieni l'amarezza chiusa in borsa: ognuno ha le sue amarezze e non è il caso di farne un'affare di Stato perhè non tutti i "come stai" sono per chiedere il tuo stato d'animo... A volte siamo un po' inglesi: "Ehi, hi! How are you?".
Devi imparare a ridere lo stesso, a vivere lo stesso, a piangere lo stesso, anche se da sola, perchè spesso solo tu puoi entrarti dentro.
E poi "sorriso chiama sorriso".
venerdì 31 maggio 2013
martedì 28 maggio 2013
Le donne sarebbero uomini perfetti (sopratutto se sono amiche perfette). Una donna sa di cosa ha bisogno dal suo uomo e quando ne ha bisogno. Ci sorprende conoscerci così bene!
Un uomo non sarebbe una donna perfetta perchè la donna sa dare sempre più di quanto l'uomo abbia bisogno. Sa sempre sorprenderlo.
Un uomo non sarebbe una donna perfetta perchè la donna sa dare sempre più di quanto l'uomo abbia bisogno. Sa sempre sorprenderlo.
mercoledì 22 maggio 2013
Abachi
Una persona a me molto vicina mi ha parlato una volta paragonando le persone e la loro forza ad un abaco: a volte, nonostante siamo vulnerabili noi stessi, e quindi già privi di parecchie palline, dobbiamo supportare chi ci è accanto e privarcene ancora un po'... Accanto a noi ci sarà chi ce ne rifornirà a sua volta. Una lunga fila di abachi... Cooperazione, collaborazione tra chi si ama.
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